L’argento prende forma lentamente, sotto colpi precisi, incisioni sottili e dettagli che richiedono pazienza prima ancora che tecnica. Nel laboratorio di Gianluca Leva ogni medaglia nasce così: da ore di lavoro silenzioso, dalle mani, dagli occhi, dalla ricerca quasi ostinata della perfezione.
L’artista orafo ha realizzato due medaglie in bassorilievo dedicate alla Madonna della Montagna di Taurianova e alla Madonna della Montagna di Polsi. Due immagini profondamente legate alla devozione popolare, trasformate in piccole opere d’arte da portare al collo.

Basta soffermarsi sui particolari per comprendere però che non si tratta semplicemente di medaglie: i lineamenti del volto, le pieghe delle vesti, le corone, le sfumature create nel rilievo dell’argento. Ogni elemento restituisce profondità e movimento, come se quella figura sacra riuscisse quasi ad emergere dalla materia.
Osservandole da vicino si percepisce inoltre il tempo necessario per crearle. E poi è un lavoro che richiede tecnica, certo, ma soprattutto sensibilità per rendere unico qualcosa che potrebbe essere soltanto produzione. Dentro queste medaglie, invece, c’è molto di più.

Perché certe immagini, soprattutto dalle nostre parti, non appartengono soltanto alla religione. Appartengono a tutti. La Madonna della Montagna è il viaggio verso Polsi, è la strada percorsa all’alba, è il fazzoletto stretto tra le mani delle anziane, è il rumore dei passi durante la processione, è quella fede semplice che continua ad attraversare le generazioni anche quando cambiano i tempi, i linguaggi, le abitudini.
La festa della Madonna della Montagna a Taurianova, del resto, è uno di quei momenti che riescono ancora a tenere insieme tutto: chi torna al paese soltanto per quei giorni, chi viene dai paesi vicini per tradizione e chi invece lo fa nel silenzio di una preghiera che non racconta a nessuno.
Ed allora queste creazioni diventano anche un modo per portarsi addosso un frammento della propria terra, delle proprie radici. Non un semplice gioiello d’argento, ma qualcosa che parla di appartenenza. Per qualcuno sarà un regalo. Per altri un ricordo da custodire. Per altri ancora un simbolo di protezione da portare sempre al collo.
E forse è proprio qui che il lavoro artigianale ritrova il suo valore più profondo, perché c’è ancora chi sceglie di fermarsi su un dettaglio, di lavorare lentamente una superficie d’argento fino a darle espressione, profondità, anima, oltre al valore del tempo dedicato alle cose. E il desiderio, sempre più raro, di custodire vicino al cuore qualcosa che abbia davvero un significato.





