Vent’anni di Musica Sottolio. E nessuna voglia di piacere a tutti

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Vent’anni di musica indipendente, in Calabria, senza diventare commerciali. Già questo basterebbe a meritare una festa. Se poi il modo scelto per festeggiare è portare a Taurianova gli Zu, una delle formazioni più irregolari e meno addomesticabili della scena italiana, si capisce che Musica Sottolio non ha alcuna intenzione di cambiare abitudini proprio adesso.

Sabato 22 agosto, all’ex Mercato del Pesce, il festival dell’Associazione Multiculturale Mammalucco celebra infatti la ventesima edizione con la formazione romana degli Zu. Sarà l’unica data calabrese del loro tour e, per una volta, non è difficile capire perché siano stati scelti: gli Zu sono esattamente il tipo di gruppo che Musica Sottolio ha cercato di portare a Taurianova in questi vent’anni. Musica fuori dagli schemi, contaminazione, ricerca e una certa allergia alle scorciatoie.

Il festival è nato vent’anni fa con un’ambizione che oggi potrebbe sembrare persino ingenua: creare in Calabria uno spazio per la musica indipendente, lontano dalle logiche del mercato. Allora non c’erano gli algoritmi a suggerire cosa ascoltare, i social a stabilire cosa fosse popolare e le piattaforme a trasformare ogni brano in una gara di resistenza numerica. Ma nemmeno oggi Musica Sottolio sembra averne sentito particolarmente la mancanza.

Sul suo palco sono passati, negli anni, Uzeda, Fuzz Orchestra, Marta sui Tubi, Paolo Benvegnù, Dario Brunori, Patrizio Fariselli e molti altri. Alcuni hanno poi trovato platee più grandi, altri hanno continuato a frequentare territori musicali nei quali il successo non è necessariamente misurabile con un contatore.

Musica Sottolio, invece, ha continuato per la sua strada. Autofinanziamento, volontariato e una scelta artistica che, prima di chiedersi se qualcosa funzionasse sul mercato, si è sempre chiesta se valesse la pena ascoltarla.

«La cosa di cui siamo più orgogliosi non è soltanto essere arrivati a vent’anni. È esserci arrivati senza aver dovuto cambiare natura», spiega Filippo Andreacchio, presidente dell’Associazione Multiculturale Mammalucco.

Perché nel frattempo la musica è diventata anche una questione di numeri: ascolti, visualizzazioni, follower, classifiche, algoritmi. Tutto deve essere immediatamente riconoscibile e possibilmente consumabile in pochi secondi. Musica Sottolio continua invece a coltivare una vecchia idea: che un festival possa servire anche a far ascoltare al pubblico qualcosa che ancora non sa di voler ascoltare, come ricorda Michele Alessi, direttore artistico del festival.

Il concerto si terrà sul palco Salvatore Muratore, intitolato a chi quel palco lo ha costruito e ora lo custodisce.

Vent’anni sono tanti per un festival indipendente. Abbastanza per cambiare idea, perdere entusiasmo, trovare un finanziatore e magari diventare improvvisamente ragionevoli.

Musica Sottolio, per fortuna, non ha fatto niente di tutto questo.

La maglietta dell’anno è firmata da Toni Zappone, l’olio conservato rigorosamente delle campagne di Taurianova. Olio di quello buono, ma che pizzica lo stesso un po’ in gola. Come gli Zu.

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Nadia Macrì
Nadia Macrì
direttore

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