Non è un passo scontato, ma un percorso che affonda le radici nella memoria e prova a tradursi in responsabilità. A Taurianova, nel pieno di una campagna elettorale che va prendendo forma, Marcello Romeo è sceso in campo accanto a Mimmo Romeo, rivendicando un’idea di politica «ancorata ai valori» e orientata al bene comune.
La sua è una candidatura che si nutre di appartenenza. «Sono cresciuto con il rispetto e l’amore verso questa comunità», spiega, indicando in questa eredità il primo motivo dell’impegno. Un’eredità che ha anche un volto familiare: quello del nonno Marcello, di cui porta il nome, e che resta un riferimento umano prima ancora che simbolico. Insieme al candidato a sindaco, è stato per lui esempio di uno stile politico «capace di restare fedele a principi alti, senza interessi personali e senza scendere a compromessi».
In questo orizzonte si colloca la scelta di candidarsi: non come gesto individuale, ma come tentativo di contribuire a un percorso collettivo. «Amo Taurianova e poter fare qualcosa per migliorarla è motivo di orgoglio», sintetizza, con un linguaggio sobrio che evita toni enfatici ma non nasconde la determinazione.
Tra i punti qualificanti dell’impegno emerge il tema dello sport, letto in chiave sociale ed educativa. «È un ambito che negli ultimi anni è stato trascurato», osserva, indicando invece la necessità di investire in attività capaci di unire, sostenere le famiglie – anche le più fragili – e offrire ai giovani opportunità di crescita. Lo sport, in questa prospettiva, diventa strumento di coesione e non semplice spazio ricreativo.
Centrale è anche il rapporto con le nuove generazioni. «I giovani devono poter essere protagonisti», afferma, riconoscendo una distanza che negli anni si è fatta più evidente. L’obiettivo è quello di costruire un dialogo stabile, trasformando l’ascolto in partecipazione e le idee in proposte amministrative. «Vorrei essere un ponte tra le generazioni», aggiunge, delineando un ruolo che punta più alla connessione che alla rappresentanza formale.
Ne emerge un profilo che insiste su alcune parole chiave – ascolto, comunità, responsabilità – senza indulgere in semplificazioni. «Mi metto in gioco con umiltà, entusiasmo e disponibilità», conclude, affidando alla concretezza dell’impegno quotidiano il senso della propria candidatura.
Un’idea dunque – semplice e insieme esigente – che una comunità possa ritrovarsi a partire da chi decide di prendersene cura.





