Si finge carabiniere e porta via oltre 80 mila euro a un’anziana: un arresto

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Una telefonata dopo l’altra. Sempre la stessa voce, sempre la stessa storia: «Siamo i Carabinieri, c’è una banda che vi tiene sotto controllo. I vostri risparmi sono in pericolo». Un copione ormai noto, ma che continua a mietere vittime in tutta Italia e anche qui da noi.

A Taurianova, però, questa volta qualcosa è andato storto per i truffatori.

L’anziana donna, dopo avere già consegnato denaro, effettuato bonifici e ceduto gioielli per un valore complessivo di oltre 80 mila euro, ha iniziato ad avere un dubbio. È entrata nella caserma dei Carabinieri per chiedere una semplice conferma: quell’uomo che la chiamava ogni giorno era davvero un militare dell’Arma?

La risposta è stata immediata. No. Era una truffa.

Ma come racconta una nota dei Carabinieri, mentre la donna raccontava quanto stava accadendo, dall’altra parte del telefono i malviventi continuavano a chiamare. La incalzavano, la controllavano perfino attraverso videochiamate e pretendevano un’ultima consegna di preziosi. I veri Carabinieri hanno allora deciso di lasciar proseguire il contatto, organizzando un servizio di osservazione per cogliere sul fatto chi sarebbe arrivato a ritirare il bottino.

Quando uno dei complici si è presentato all’appuntamento, ha intuito il pericolo ed è fuggito a piedi. Ma il piano era ormai compromesso. Pochi istanti dopo una pattuglia della Stazione di Taurianova ha intercettato l’auto utilizzata dal gruppo, bloccando il conducente, un ventenne originario di Frattaminore (NA), arrestato in flagranza di reato.

Le indagini hanno poi permesso di identificare anche il complice riuscito inizialmente a dileguarsi, denunciato all’autorità giudiziaria. Per entrambi è stata successivamente disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Ancora una volta il particolare decisivo è stato un dubbio. Quello di una donna che, prima di consegnare altro denaro, ha deciso di bussare alla porta dei veri e preziosi Carabinieri, interrompendo così la truffa e consentito ai militari di risalire ai responsabili.

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