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Comune di Taurianova
sabato, Dicembre 3, 2022

Due anni di emergenza, tra contraddizioni, picchi, mascher(in)e e una guerra alle porte

Il Covid fa registrare una nuova impennata di casi a Taurianova: 705 in tutto

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Mentre l’Italia sembra avviarsi fuori dall’emergenza sanitaria a Taurianova il dato contenuto nel bollettino comunale odierno è il preoccupante da inizio pandemia.

Le persone positive al virus sono 59 in più nelle ultime 24 ore, per un totale di 705, di cui 99 nelle frazioni e 606 nel centro e contrade.

Nell’ultima settimana si sono registrati 300 nuovi contagi, e tanti fra i bambini e ragazzi, ma anche fra gli adulti non vaccinati oppure con una, due o tre dosi di vaccino.
La variante che circola attualmente ha una contagiosità elevatissima e non risparmia nessuno.

Tre attualmente le persone ricoverate, e tante le bombole di ossigeno vendute nelle farmacie per l’assistenza domiciliare.

Numeri che due anni fa, ad inizio emergenza, ci avrebbero paralizzato. Ora sembra tutto normale, ci siamo abituati a questi numeri, ci siamo abituati ai test, alle file per i tamponi, ad essere positivi (e mai gufi).

Bollettino emergenza Coronavirus pubblicato dal Comune di Taurianova

Eppure sono dati non solo in controtendenza con lo scenario nazionale, ma anche sproporzionati pensando che il 24 febbraio di un anno fa i casi attivi a Taurianova erano solo 31.

Ed è strano pensare che nella nostra regione anche un virus abbia rispettato il “ritardo” che ci portiamo dietro da anni nell’emergenza sanitaria globale, ma paradossalmente è proprio così. Siamo rimasti chiusi in casa per mesi con pochissimi casi in città e adesso che il virus colpisce tutti senza pietà, l’Italia non ci aspetta.

Si va a scuola regolarmente, se vaccinati o guariti, anche con 5 o più casi nella stessa classe aspettando che sia il sindaco o chi per lui a prendere la decisione della chiusura solo dei plessi più colpiti (chiuse fino a sabato scuola dell’infanzia e primaria di via Corrado Alvaro) e non delle singole classi (in una classe di scuola media sono in 13 gli attualmente positivi). Si fa la Dad (orario ridotto per la scuola primaria), la Did (da contagiato orario pieno anche nella primaria), il tampone quotidiano che ormai trovi anche a 5 euro nei supermercati, si può andare ovunque esibendo il green pass, perfino nelle discoteche… ad avercene.

Eppure i casi sono tantissimi e con una curva che continua a salire. Qualcuno dice che “la colpa” dei tanti contagi sia solo “dell’irresponsabilità delle persone”, ma poi pensi tutti quei bambini contagiati e non te la senti di dare ad un bimbo dell’irresponsabile. Non è giusto. Non è giusto nemmeno fare sentire i bimbi in colpa se poi il virus lo portano dentro le famiglie dove si vive insieme senza mascherina, e si condividono gioie, dolori e quarantene. Non è giusto anche perché le particelle del virus viaggiano almeno due metri con un colpo di tosse e tutti possiamo beccarcelo anche all’aperto, dove non c’è più obbligo di mascherine, anche per sfiga più che per irresponsabilità. L’irresponsabilità è solo di chi esce senza mascherina con la consapevolezza di essere positivo o di chi si affida alle statistiche e ai numeri, più che al buon senso, e mentre prima si sanificava tutto solo al passaggio di un probabile positivo, ora è già tanto se si trova il gel igienizzante all’ingresso dei negozi.

Forse con questi dati è irragionevole anche ostinarsi nell’organizzare feste in maschera per i più piccoli, loro che le mascherine non le sopportano più. Spesso non conoscono i sorrisi dei loro compagni di classe, ma il colore degli occhi sì e quegli occhi non hanno poi tanta voglia di coprirli.

Un’emergenza nell’emergenza

Siamo troppo ancorati “al si è sempre fatto così” e poi ci abituiamo subito al peggio, speriamo che però non ci abituiamo mai alla guerra mentre seguiamo con fiato sospeso l’evoluzione del conflitto. E’ guerra tra Russia e Ucraina, nella notte il presidente Putin ha ordinato l’attacco. L’invasione è iniziata alle 4 del mattino, ora italiana. 
La Nato ha “condannato con forza” l’attacco e chiesto a Mosca “di fermare immediatamente la sua azione militare”. Che nessuno pensi che con una guerra si possa vincere. Con la guerra si perde. E perdono (perdiamo) tutti.





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Nadia Macrì
Nadia Macrì
direttore

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