Michele Caccamo scrive ai taurianovesi

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LETTERA APERTA AI TAURIANOVESI

Cari concittadini e concittadine,
come saprete, ho deciso di donarvi la mia intera biblioteca.

Non vi nego che è una scelta che mi costa, perché quei libri mi hanno permesso di formare la mia voce di scrittore e poeta e di allargare la mia visione del mondo.
Non vi sto consegnando ciò che mi è diventato inutile o ingombrante ma ciò che ha contribuito a rendermi l’uomo e l’autore che sono.
Donarli, dunque, significa privarmi di una parte consistente della mia vita.
Devo confessarvi che questa scelta nasce anche da una mia intima e severa riflessione su Taurianova.
Per decenni il paese ha assistito a una lenta perdita di energie e di occasioni e molti hanno cercato altrove ciò che a Taurianova non riuscivano più neanche a immaginare.
Questo, è bene precisarlo, non è accaduto per cause esterne ma per un’incapacità, sociale e politica, di costruire una direzione comune.
Troppo spesso la vita pubblica è stata consumata da rivalità personali e contrapposizioni preventive. Le iniziative non sono state giudicate per il loro valore ma per il nome di chi le proponeva. Non c’è stata, nel dibattito politico, una critica sincera e onesta ma un’ostilità. E una comunità che si nutre di questo finisce per indebolirsi.
La partecipazione del popolo al bene pubblico non si esaurisce nel voto o nel commento sui social. Comincia quando ciascuno decide di assumersi una parte di responsabilità e di mettere a disposizione ciò che possiede: tempo, competenza, lavoro, memoria.
Se vogliamo dare un minimo di speranza a Taurianova, non dobbiamo più accettare che il futuro venga preparato con una diminuzione continua. Dobbiamo iniziare a pretendere che venga edificato un nuovo progetto che guardi esclusivamente ai bisogni della cittadinanza.
Mi rivolgo anche a chi esercita un ruolo politico, che sia di maggioranza o di opposizione. Chi governa deve accettare il giudizio e la possibilità dell’errore come chi si oppone deve vigilare ma senza trasformare ogni scelta in un’occasione di conflitto. Ricordate che la politica perde dignità quando preferisce la sconfitta dell’altro al bene della comunità E in questo, il nostro paese, è vittima conclamata. A mia memoria da cinquant’anni.
Taurianova non appartiene a una maggioranza, a un’opposizione o a una stagione amministrativa. Appartiene a chi la abita, a chi vi è rimasto, a chi è partito portandola con sé, a chi continua a credere che possa cambiare.
Per questo, in un paese che ha perduto molto io ho scelto di restituire, consegnando un bene che deve appartenere a tutti e non a una parte. E lo faccio senza avere un secondo fine, senza interessi nascosti.
I libri saranno lì, pubblici, accessibili e affidati a ognuno di voi.
Lo so che questi libri non risolveranno i problemi della comunità. Possono però formare cittadini più consapevoli, meno manipolabili, capaci di distinguere un fatto da una menzogna.
Considerate il mio come un gesto di pacificazione collettiva.
Vi consegno la mia biblioteca affinché continui a vivere nelle mani degli studenti, dei lettori, dei giovani che cercano una direzione. Perché ciò che ha formato me possa servire ad altri.
Ho scelto di donarvi ciò che per me ha avuto più valore.
Abbiatene cura.

Michele Caccamo

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