A Palazzo Montecitorio, venerdì 5 dicembre, si è tenuta l’undicesima edizione delle «100 Eccellenze Italiane», l’iniziativa dell’editore Riccardo Dell’Anna promossa dall’Associazione LIBER e sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un appuntamento che, al di là della cerimonia, prova ogni anno a fotografare l’Italia che lavora e che innova, spesso lontano dai riflettori.
Fra i profili selezionati per questa edizione c’è anche la O.P. Pianagri, giovane cooperativa nata nel 2017 a Taurianova. Un esempio – concreto e misurabile – di come la tradizione agricola possa trovare nuove forme senza perdere la propria sostanza. Il presidente Leandro Caccamo, che guida l’organizzazione con un gruppo di soci determinati, ha portato a Montecitorio la voce di una Calabria che sceglie la cooperazione come strumento di crescita.
Le motivazioni del premio parlano di equilibrio tra storia e innovazione: la selezione attenta degli agrumi, la tracciabilità avanzata, la cura delle piante, l’adozione di tecniche moderne. È un modello che dimostra come la dignità del lavoro agricolo non appartenga al passato, ma sia pienamente parte del presente.
Il catalogo dei prodotti – arance, clementine, limoni, bergamotti, kiwi – racconta un territorio e una forza: quella di un’agricoltura che non si limita a produrre, ma si apre al sociale, alla cultura, alla formazione. Ne sono un esempio le collaborazioni con le università e il Villaggio Sud Agrifest – Festival della Cooperazione, iniziativa che avvicina cittadini, agricoltori e istituzioni attorno ai temi della sostenibilità e della partecipazione.

Leandro Caccamo, un presidente giovane quanto basta per non essersi ancora arreso alla burocrazia, Pianagri rappresenta infatti uno di quei casi in cui la Calabria, anziché piangersi addosso, decide di mettere mano alla vanga e anche al computer. Non per miracolo, ma per metodo: cooperazione, innovazione e una certa disciplina contadina, che è poi la forma più antica della serietà.
«Per noi questo riconoscimento non è un traguardo, ma un incoraggiamento a continuare» ha dichiarato Caccamo e ha ragione. I traguardi, in Italia, si pronunciano troppo spesso per nascondere che la corsa è terminata. Pianagri, invece, mostra il contrario: che al Sud ci sono storie che non reclamano scorciatoie, ma chiedono soltanto di essere viste per ciò che sono. Un messaggio semplice, che rispecchia lo spirito della cooperativa: crescere con costanza, senza proclami, valorizzando ciò che la Calabria può offrire quando decide di investire sul proprio potenziale.
In un contesto istituzionale così solenne, tra i velluti e i marmi di Montecitorio, l’aroma degli agrumi e la storia di Pianagri ha portato un segnale chiaro: l’Italia migliore non vive soltanto nei centri decisionali, ma spesso germoglia nei territori, grazie a chi lavora con serietà e guarda al futuro con realismo.





