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mercoledì, Ottobre 20, 2021

I calabresi nella storia di Sanremo

Sul palco di Sanremo da Rino Gaetano ad Aiello.

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Alla settantunesima Edizione del Festival di Sanremo c’è anche un artista calabrese, non sta andando benissimo ma un po’ se l’è cercata, perchè alla vigilia della keremesse Aiello ha dichiarato: «vincere sarebbe bello, ma se arrivassi ultimo come Vasco per poi riempire i miei concerti andrebbe bene».

Per la Calabria avere però un artista in gara non è una consuetudine, tanto che su Facebook abbiamo lanciato un invito al presidente facente funzioni Nino Spirlì di mandare entro stasera un saluto ad Aiello, visto che sul portale della Regione si parla in questi giorni del Festival di Sanremo, ma per citare la pesca e l’assessorato alle politiche agroalimentari!

Quindi un artista calabrese non capita sempre, negli ultimi dieci anni la Calabria è stata rappresentata tra i big solo da Loredana Bertè (quest’anno grande ospite della prima serata) nel 2018 con il brano Cosa ti aspetti da me, e bisogna andare indietro fino al 2008 per trovare Sergio Cammariere, che partecipò anche nel 2003 con il bellissimo brano Tutto quello che un uomo, anno in cui oltre al crotonese Cammariere, ci fu anche Lisa con il brano Oceano, l’artista di Siderno che esordì proprio al Festival di Sanremo nel 1998 con il brano Sempre.

Altri calabresi li troviamo nelle serate dedicate alla canzone d’autore. Due anni fa Brunori Sas ospite dei Zen Circus e quest’anno Verdiana fra Le Deva ospiti di Orietta Berti.

Andando però ancora più indietro i calabresi si sono stati sempre a Sanremo e oltre a Loredana Bertè l’immensa sorella Mia Martini, il grande Rino Gaetano, omaggiato proprio da Aiello nella serata dedicata alla canzone d’autore, e anche Mino Reitano, omaggiato anche lui nella serata dedicata alla canzone d’autore, da Francesco Renga che con Casadilego di X Factor ha interpretato il brano scritto dal calabrese Mino insieme al fratello Franco Restano, Una ragione di più.
Tra le nuove proposte della storia, ricordiamo la cosentina Flavia Fortunato e una nota va riservata alla reggina Micaela, sul podio dieci anni fa con il brano Fuoco e cenere.

«A 10 anni dal mio Festival di Sanremo – ci confida Micaela – torno con un brano romantico che racconta una storia d’amore complicata. Un amore che va oltre lo spazio e il tempo, che ha un inizio e mai una fine, come dice il testo, come se i protagonisti fossero legati in maniera indissolubile»

Lei racconta l’Amore, e per molti artisti anche calcare il palco dell’Ariston è il raggiungimento massimo della passione nel rapporto fra artista e musica. Quel palcoscenico è un po’ giungere alle nozze, come anche Achille Lauro ha rappresentato quest’anno in uno dei suoi quadri.

Però nonostante Sanremo rimanga l’evento musicale più ascoltato, la musica non necessariamente deve essere suonata lì dentro nella settimana della kermesse, quel palco lo si può calcare anche in altri periodi dell’anno e sarà amore vero, altrimenti ha ragione Aiello è solo sesso ibuprofene!

La Calabria però di teatri ne ha pochi, Lo Stato Sociale non a caso nella performance di giovedì in cui hanno posto l’attenzione ai teatri, cinema, festival chiusi non hanno citato nulla di calabrese, però la Calabria ha le piazze, la Calabria ha i cuori, la Calabria ha i lavoratori dello spettacolo.

La Calabria ha, e insieme si può ripartire. Dicendoci quel “favorite?”. E’ una parola che un calabrese pronuncia sempre iniziando a mangiare qualcosa davanti a qualcuno. E’ un invito a spezzare il pane. Anche quello quotidiano che manca a tanti ormai, dimenticati un po’ da tutti.

Certo la politica è altra cosa, ma Jole Santelli – anche se poi il risultato non sia stato come immaginato – sulla Calabria creativa aveva puntato. E vogliamo sperare che sia ancora così quest’estate. Nino (ci permettiamo di darti del tu parlando al Nino artista), non deludere quelli della prima ora.

Tu, tu che sei diverso.

Nadia Macrì
direttore

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