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martedì, Agosto 3, 2021

Quel cancro che toglie la vita ma non la voglia di vivere

A Mariella Papa, uccisa dal cancro, e alla sua lezione di vita

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Fra Giorgio Bonati diceva che “…dentro alle persone che incontro nella vita c’è una goccia di luce e questa goccia di luce è la cosa più importante che ha”. Questa frase io la dedico ad una persona che ha seminato tanto amore e tanto bene sulla Terra e continua a farlo dall’Alto: Mariella Papa. Donna coraggiosa e di fede, amorevole madre e moglie, sorella, zia, amica fedele. E’ stata questo e molto altro. Tu sei e sarai.

Per lei e alla sua battaglia contro il cancro. Per tutti coloro che non ce l’hanno fatta e per chi tutt’oggi sta combattendo.

Il cancro è una piaga che è silente e non chiede il permesso di entrare. Il cancro arriva e diventa parte integrante del corpo, la parte malsana che si nutre di cellule sane. Non esiste quasi mai, tranne in alcune rare forme ereditarie, un’unica causa che possa spiegare l’insorgenza di un tumore. Fattori di rischio per il cancro possono essere l’insorgere dell’età della persona o lo stile di vita che si adotta nella propria vita (fumo, alcol, alimentazione, sovrappeso, sedentarietà, fattori ambientali). Secondo quanto riportato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ogni giorno in Italia si scoprono circa 1.000 nuovi casi di cancro. Le cifre presentate dall’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) parlano di una malattia socialmente importante, ma anche dei progressi avvenuti nel tempo grazie alla ricerca. Restano complessivamente stabili le percentuali di guarigione: il 63% delle donne e il 54% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. 

La Giornata mondiale contro il cancro si svolge ogni anno il 4 febbraio e l’UICC (Unione internazionale contro il cancro) organizza una campagna di sensibilizzazione sul cancro. In particolare quest’anno è stata posta al centro l’importanza dell’attività fisica. Già durante la terapia e la riabilitazione, i malati di cancro possono trarre beneficio da questa. Con varie organizzazioni e associazioni sportive, si invita a fare regolarmente attività fisica per prevenire il cancro e per ridurre gli effetti collaterali in caso di malattia oncologica. 

Alessia Ciarrocchi, ricercatore AIRC

Di certo non esistono regole o formule per affrontare una malattia, il modo di viverla da persona a persona cambia, però si può imparare a convivere lungo il percorso, condividendo i propri stati d’animo, seguendo un’adeguata alimentazione, prendendosi cura dei bisogni.

Non è facile parlare di cosa possa rappresentare una malattia, è un tema estremamente delicato, ma è necessario parlarne perché nessuno si senta solo. Bisogna informare ed informarsi sulla prevenzione, e se necessario effettuare tutti i controlli del caso. Spesso si vuol essere d’aiuto a chi ha una malattia, ma le frasi di circostanza non servono, perché ciò che serve è stare vicino anche senza dire niente, perché il silenzio è fatto di mille parole e la presenza è fatta di conforto e di condivisione. Bisogna avere fiducia nella medicina e nei medici, perché saranno loro con tutte le possibilità loro disposizione a chiudere il tunnel della malattia.

È vero anche che a volte nella vita o si vince o si perde e ciò può succedere in una malattia, anche se ci si augura sempre che questo non accada mai. È un po’ come nel calcolo delle probabilità: “Quante probabilità ho di vita?”. Ecco adesso invertiamo la domanda: ”Quante probabilità ho che la ricerca mi salvi?”. Ce ne sono tante di probabilità e queste possono aumentare di giorno in giorno se si investe nella Ricerca.

Anche noi nel nostro piccolo possiamo fare la differenza donando sul sito dell’Airc, in forma anonima o in memoria di qualcuno. Inoltre anche la Lega contro il cancro permette di avviare una raccolta fondi a favore delle persone malate di cancro. Noi siamo la speranza, possiamo aiutare senza dover trovare le parole giuste, e possiamo farlo per i nostri amici, per noi, per Mariella ed il suo cancro nocivo. 

“Non sono mai stato tanto attaccato alla vita” diceva il poeta Ungaretti, attuale perché per noi umani è importante rimanere attaccati alla vita e a lottare per essa, e ogni giorno ci svegliamo con la consapevolezza che la vita è degna di essere vissuta così come ce l’ha donata Dio, delle volte con delle brutture che non fanno piacere, ma pur sempre bella.

Mariella fino all’ultimo ha vissuto per la sua famiglia e per Dio che le ha insegnato cosa significa soffrire ma anche vivere. Credo sia questo il senso della vita.

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