A Taurianova il Messico è di casa: quando l’arte diventa fraternità

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Non sono arrivati soltanto con i gessetti, i colori e il talento. Hanno portato con sé una cultura, una spiritualità e un modo di vivere l’arte che parla la stessa lingua del cuore. Per questo, al termine dell’undicesima edizione del Concorso Internazionale dei Madonnari, si può dire senza esitazione che a Taurianova il Messico è ormai di casa.

La presenza della delegazione messicana è stata molto più di una partecipazione internazionale. È stata la dimostrazione di come l’arte riesca ad abbattere ogni distanza geografica e culturale. Giorno dopo giorno sono nate amicizie, abbracci, sorrisi, momenti di condivisione che hanno superato ogni barriera linguistica.

Le opere realizzate dagli artisti messicani hanno raccontato la loro terra, la loro fede e la loro sensibilità, trovando nella comunità taurianovese un’accoglienza autentica. Un legame costruito non soltanto durante le ore del concorso, ma anche nei momenti di vita quotidiana, a tavola, tra una passeggiata nel centro storico e una visita ai luoghi simbolo della città.

Il Messico, del resto, custodisce una delle tradizioni più vive dell’arte sacra popolare e della devozione mariana. Non è un caso che proprio attraverso i Madonnari sia nato un dialogo capace di unire due popoli così lontani geograficamente e così vicini nei valori della fede, della famiglia e dell’ospitalità.

In questi giorni Taurianova ha dimostrato che l’internazionalità non si costruisce soltanto invitando artisti da altri Paesi. Si costruisce facendo sentire ogni ospite parte della comunità. È questo che gli artisti messicani hanno raccontato più volte: sentirsi accolti come amici, prima ancora che come concorrenti.

Così, mentre le opere di gesso lentamente lasceranno spazio al passaggio del tempo, resterà qualcosa di ancora più prezioso. La consapevolezza che il Concorso Internazionale dei Madonnari non crea soltanto capolavori artistici, ma relazioni. E che tra Taurianova e il Messico esiste ormai un ponte fatto di arte, spiritualità, cultura e affetto reciproco, sottolineato anche dalla presenza del Console Onorario del Messico per la Calabria, il dottor Vincenzo Rota.

Per questo il Messico, oggi, a Taurianova non è semplicemente un Paese ospite. È una casa lontana che qui ha trovato una seconda famiglia.

Credits photo Daniel Votano

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