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Comune di Taurianova
giovedì, Aprile 15, 2021

Il 7 la campanella suona a casa

Il presidente facente funzioni Nino Spirlì firma l'ordinanza che proroga la Dad per tutte le scuole della regione

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Nella nostra città il suono della campanella a scuola era slittato a dopo le feste, ma a Taurianova e in tutta la Calabria slitta ancora almeno fino al 15 gennaio (salvo il successivo sopravvenire di un quadro di netto miglioramento della situazione epidemiologica regionale che riclassifichi la Calabria nella tipologia di “zona”).

A meno di 48 ore alla riapertura delle scuole, il Governo nella notte ha fissato per lunedì 11 il rientro per le scuole superiori, dopo che i presidenti di Friuli, Marche, Campania e Veneto avevano già firmato l’ordinanza con cui si proroga a fine gennaio la didattica a distanza per le scuole superiori, ma la Calabria spiazza tutti e adotta un’altra strategia.

«Tengo alla cultura dei giovani, ma al primo posto metto la vita. La vita in salute, non solo dei giovani, ma anche di genitori e nonni. In questa fase ogni tipo di assembramento è pericoloso. Il Comitato Tecnico Scientifico mi ha invitato a rinviare le elezioni. Ma se non possiamo andare a votare mi spiegate come io possa autorizzare la riapertura della scuola? I ragazzi si spostano in vario modo prima e dopo la scuola e il rischio è elevatissimo».

Sono le parole del presidente facente funzioni Nino Spirlì, che stamattina in viaggio verso la Cittadella, nella sua consueta diretta Facebook aveva anticipato l’ordinanza che da lì a poco avrebbe firmato. «Non stiamo privando i ragazzi della scuola, ma stiamo garantendo la didattica a casa, mettiamo il progresso a disposizione dei giovani».

Il 7 la campanella suona a casa - Il presidente f.f. della Regione Calabria.
Il 7 la campanella suona a casa – Il presidente f.f. della Regione Calabria – Nino Spirlì

Tutti gli ordini di scuola sono interessati dall’ordinanza. Scuole elementari e medie chiuse con Dad fino al 15 gennaio; scuole superiori chiuse sempre con Dad fino al 31 gennaio. Aperte le scuole dell’infanzia.

«Partendo dal parere che il Cts nazionale ha comunicato al Governo a proposito dello stato pandemico in Calabria – spiega il presidente Spirlì –, ho ritenuto fosse necessario prendere un provvedimento che andasse a tutela della salute dei più giovani in questa fase di contagio caotico. In questo momento, per tranquillizzare le famiglie e i ragazzi stessi, e dopo aver sentito le rappresentanze dei sindaci ed essermi confrontato con tutti gli addetti ai lavori, mi assumo la responsabilità di disporre la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dai 6 anni fino alla maturità.

Durante questo periodo non mancheremo di osservare eventuali cambi di intensità del contagio. Se dovesse diminuire, consentiremo a tutti la didattica in presenza, fermo restando che potremmo anche valutare l’opportunità di differenziare i territori a seconda del comportamento virus».

«È stata – osserva ancora Spirlì – una scelta sofferta e complessa, però a prevalere, ancora una volta, è il buonsenso calabrese. Mi auguro che le famiglie sappiano indirizzare, seguire, accompagnare i ragazzi nella didattica a distanza e che i ragazzi stessi, giustamente spronati, la portino avanti, come stanno facendo, giudiziosamente, da tanto tempo. La dad non è una vacanza prolungata, è una necessità. Non ci si può fermare nello studio, ma bisogna anche garantire la salute e l’incolumità di tutti».

Il caos del mondo della scuola sta però prepotentemente richiamando i genitori ad essere parte attiva e attorno alla consapevolezza condivisa che la scuola sia il bene comune per eccellenza di qualsiasi comunità e territorio non tutti i genitori hanno accolto con entusiasmo la notizia della continuazione della Dad.

Alcuni vorrebbero manifestare a Catanzaro mentre il gruppo dei genitori di Rende – che si era rivolto al Tar contro la decisione di Spirlì e ottenuto la riapertura delle scuole, chiuse poi ugualmente da diversi sindaci (tra cui il sindaco di Taurianova) – ha già pronto il nuovo ricorso “almeno per le scuole che il governo lascia aperte”, scrive sui social l’avv. Mafalda Manuela Carino, e sono molti gli uffici legali che si stanno già dichiarando disponibili ad intraprendere il ricorso, a partire proprio dai legali che avevano ottenuto la riapertura a novembre, Paolo Perrone e Nicola Cassano del foro di Paola.

Porterà la befana la campanella?

L’ordinanza firmata poco fa, che avendola anticipata non coglie nessuno di sorpresa, lasciando spazio per questo alla befana, interpella però anche su come effettivamente questa pandemia abbia dato la possibilità di accelerare l’utilizzo della tecnologia pure per l’apprendimento nella generazione dei nativi digitali. E a tal proposito fa sorridere un articolo del 27 aprile 2014 pubblicato su Il Sole 24 ore che scriveva:

«Oggi le tecnologie offrono possibilità mai viste prima, esperienze che vanno oltre le pareti e fanno entrare il mondo nell’aula». Su queste basi è in atto una grande trasformazione della “forma” della scuola che si apre a un modello nuovo di apprendimento attivo, di connessione di intelligenze e di collaborazione tra persone. «L’elemento scatenante è l’introduzione della tecnologia, che scompagina i ruoli e rivoluziona la didattica, il digitale spinge a lasciarsi alle spalle un apprendimento fatto di semplice trasmissione dal docente allo studente a uno basato sulla costruzione collaborativa della conoscenza».

Chissà, magari riusciremo prima o poi a costruire qualcosa di veramente collaborativo per i nostri ragazzi, intanto ci aggrappiamo alla scopa della befana!

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