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Comune di Taurianova
mercoledì, Dicembre 7, 2022

Dante, il padre della lingua italiana, ma anche del dialetto?

Domani sabato 13 novembre l'appuntamento con "A Divina Cummeddia", rivisitazione dialettale

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Il 2021 celebra il 700esimo anno dalla morte del padre della lingua italiana: Dante Alighieri. La sua opera più importante, la Divina Commedia, ciascuno di noi non può non aver studiato a scuola.

Il sommo poeta nacque a Firenze nel 1265, e nel corso della sua vita oltre a scrivere numerose opere, sposó  una donna di nome Gemma Donati dalla quale ebbe tre figli. In numerose sue opere riecheggia il nome di Beatrice che rappresentava l’amore platonico di Dante. Muore a Ravenna nel 1321, dove ancor tutt’oggi sono presenti le sue spoglie. Ed è proprio nella città di Ravenna che per tutto l’anno del 2021 sono presenti luminarie che raffigurano i versi della Divina Commedia.

Tantissime sono le espressioni e le parole che il nostro amato Dante ha inventato durante la stesura della sua più importante opera e che noi usiamo senza saperlo.

Ecco alcuni esempi:

Gabbo/gabbare” , ovvero “scherzo o beffa”, e pensando per un attimo al nostro dialetto oggi tendiamo ad utilizzare un espressione contenente questa parola dantesca: “non gabbu e non maravigghia”;

Far tremare le vene e i polsi”. Ancora oggi ricorriamo a questa espressione per riferirci a qualcosa che ci terrorizza profondamente. Dante la utilizza nel canto I dell’inferno, quando chiede a Virgilio di salvarlo dalla Lupa, una delle tre bestie della selva oscura, dove “la dritta via era smarrita”;

“Non mi tange” ovvero “non mi sfiora neppure, non mi interessa”;

Senza infamia e senza lode”, un po’ come bravo, ma non bravissimo. Bene, ma non benissimo. Non male, ma nemmeno bene. Senza infamia, insomma, ma anche senza lode. 

Tra le tante iniziative nazionali, l’Accademia della Crusca per festeggiare il 2021 pubblica ogni giorno sul proprio sito web una citazione al giorno del Sommo Poeta.

E anche Taurianova sta celebrando questo anniversario con vari eventi culturali, il prossimo in calendario sarà la presentazione del poema dantesco in versione dialettale, evento all’interno della rassegna letteraria autunnale. Sabato 13 novembre alle 17.30 presso la Chiesa del Rosario l’appuntamento con “A Divina Cummedia”, il poema dantesco nella versione dialettale, di Don Giuseppe Blasi e Raffaele Zurzolo, a cura dell’Amministrazione culturale con la collaborazione delle associazioni Roubiklon e Geppo Tedeschi.

Nei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, tantissime sono state le iniziative culturali che in tutta Italia sono state organizzate e promosse dai vari enti. Il comune di Taurianova ha inteso celebrarlo con manifestazioni di diverso stile – ci racconta l’assessore alla cultura Maria Fedele – già la scorsa estate abbiamo presentato la Lectura Dantis, spettacolo musicale e letterario, e la Divina Illusione, spettacolo di magia e illusionismo a chiaro tema dantesco. Sabato, avremo l’opportunità di approfondire la sua opera prima in chiave vernacolare, con un’inedita interpretazione che renderà la Divina Commedia, già conosciutissima da ognuno, ancora più familiare. Affiancati nell’organizzazione da due associazioni molto attive sul territorio, la Roubiklon e la Geppo Tedeschi, offriremo una nuova chiave di lettura alla nostra comunità. Ci tengo comunque a sottolineare che sto già lavorando ad un altro evento che avrà come fulcro centrale il Dante uomo e politico e non solo letterato, evento che si terrà in prossimità del Dantedì 2022“.

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