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lunedì, Settembre 27, 2021

Il palco più unto d’Italia intitolato a Salvatore Muratore

Iosè Speranza: «Salvatore amava la vita, il volontariato, l'associazionismo e credo che meritasse un gesto del genere, un gesto nobile, una forma d'amore verso l'alto».

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Da 15 anni il palco di “Musica Sottolio” è il palco più unto d’Italia, sopra una staffetta di musica indie che negli anni ha visto anche la presenza degli Uzeda, Paolo Benvegnù, Fuzz Orchestra, Mombu, Ottone Pesante e tanti altri artisti portati a Taurianova dall’Associazione Mammalucco che anticipando molti altri hanno fatto conoscere il genere indie che racchiude al suo interno artisti di varia natura e paradossalmente anche con generi musicali opposti tra loro.

Indie sta per musica indipendente, ovvero tutto quel mondo underground autoprodotto o prodotto da etichette discografiche, ma non legate alle major (Sony, Universal, Warner, Emi che controllano anche più dell’80% del mercato mondiale discografico).

Oltre alla provenienza di una produzione, vi è però lo stile indie sia compositivo che di scrittura, spesso è musica che racconta come delle immagini dirette la quotidianità, e qualche volta le classifiche premiano questi artisti poeti, che non usano però le classiche rime cuore/amore, e trascinano il genere verso il livello mainstream, come nel caso di Brunori Sas, anche lui portato in concerto a Taurianova sempre dall’Associazione Multiculturale Mammalucco, per un altro evento che ha fatto la “storia indie” della città e di cui sentiamo la mancanza: Invasioni urbane.

Salvatore Muratore e Iosè Speranza
Salvatore Muratore e Iosè Speranza

E’ il palco Salvatore Muratore che ha accolto per la XV edizione di “Musica Sottolio” gli Anatrofobia, band piemontese pioniera del free jazzcore italico, gli Artico da Cosenza, prorompenti, chiassosi ma emozionati di suonare nuovamente sopra un palco, e gli Ovo dall’Emilia Romagna con il loro noise-rock che porta la mente al cielo e i pensieri nel passato. Quel passato in cui Salvatore, uno dei migliori volontari dell’Associazione Mammalucco, con il suo sorriso accogliente faceva star bene tutti gli artisti, quel passato fatto di palchi più piccoli montati spesso anche con la forza di Salvatore, ma soprattutto la sua presenza lavorativa, c’era sempre anche quando esserci costava fatica e sudore.

A lui l’associazione ha voluto intitolare “per sempre” il palco di “Musica Sottolio”, a lui ha dedicato un applauso più rumoroso di ogni nota degli artisti saliti su quel palco che ieri ha visto la presenza della moglie Iosè, della figlia Emma e dei fratelli Marco e Graziano.

«Salvatore Muratore è stato un Mammalucco della prima ora – racconta Filippo Andreacchio, presidente dell’Associazione -. Un mammalucco dal gran cuore che, con discrezione e senza alcun clamore, ha sempre dato un energico contributo alle attività, spiazzando tutti con la capacità di smontare gli attriti con un sorriso, grande.
Il 21 agosto abbiamo ufficializzato una decisione maturata nei mesi precedenti: intotolare il palco di Musica Sottolio a Salvatore Muratore, così da ricordarlo (con la musica) ogni anno, sfidando l’oblio, rilanciando la speranza e rinnovando l’affetto di tutta l’associazione per Iosè, Emma, Luigi e tutta la famiglia Muratore».

Invasioni Urbane edizione 2014 - Installazione cubo di Rubik
Invasioni Urbane edizione 2014 – Installazione cubo di Rubik

“Musica Sottolio” regala agli artisti un boccaccio trofeo, è un boccaccio pieno d’olio, l’olio della nostra terra che unge, che conserva, che dà sapore. Unge come ha unto la vita e la morte di Salvatore Muratore, scomparso a marzo, amico fraterno di tutti.

Trofeo Musica Sottolio, il palco più unto d'Italia
Trofeo “Musica Sottolio

«La XV edizione di “Musica Sottolio”, evento organizzato dall’Associazione Mammalucco di cui faccio parte ormai da anni, è stata per me indubbiamente la più bella, la più importante, la più emozionate – ci confida Iosè Speranza, moglie di Salvatore Muratore -. Salvatore amava la vita, il volontariato, l’associazionismo e credo che meritasse un gesto del genere, un gesto nobile, una forma d’amore verso l’alto. Per me è stato un onore salire su quel palco, in quel momento ho provato un mix di emozioni che a parole non saprei raccontare. A tal proposito ringrazio Filippo, amico e presidente dell’associazione, per l’emozione che ogni volta trasmette parlando di Salvatore, che sono sicura continuerà a farci forza ed energia positiva come ha fatto finora».

Non capiremo mai perchè i giovani muoiano quando invece dovrebbero per natura vivere, ma abbiamo capito anche sentendo quella musica strana che non è per tutte le orecchie, che non si muore mai del tutto, quando in vita si è fatto di tutto per viverla, ungendo gli altri. E ora quel “chiasso” è anche per te Salvatore, perchè lassù, altro che riposo eterno!

Photo Lamorfalab Studio Creativo

Nadia Macrì
direttore

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