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mercoledì, Ottobre 20, 2021

Sanremo: cosa c’è da sapere (parte 1)

Dal 2 al 6 marzo l'evento musicale più atteso dell'anno

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Parte oggi, il nostro Speciale Sanremo, che prevede un focus assolutamente inedito per il nostro giornale sulla settantunesima Edizione del Festival della Canzone Italiana.

Sanremo, come abbiamo già scritto in altre occasioni, non è solo una trasmissione televisiva e non è nemmeno solo una vetrina musicale, è un evento che coinvolge gli italiani, che entra nelle case, che modifica i palinsesti di tantissime reti televisive e radio, che fa scrivere tutti i giornali, che fa cantare e sognare. 

In quest’anno pieno di conferenze stampa, in cui tutti hanno capito quanto un giornalista possa fare la differenza, facendo la domanda giusta al politico di turno, vogliamo portarvi anche dentro il mondo giornalistico musicale e dello spettacolo per far capire alcune dinamiche che ruotano attorno alla kermesse che spesso viene liquidata da molti non addetti ai lavori considerando soltanto il cachet dei conduttori e degli ospiti.

Chi scrive non fa il tifo spassionato per Sanremo, ne avrebbe fatto a meno tranquillamente, però lo conosce bene, perchè per 5 anni lo ha vissuto da dentro e quest’anno invece da casa come la maggior parte dei giornalisti, anche quelli veterani, ma seguendo tanti collegamenti e conferenze stampa su varie piattaforme, che in realtà con diversi artisti in gara sono già iniziate.

Scenografia Sanremo 2021

Cosa si deve sapere di Sanremo per “cultura generale”?

Che è un evento Rai, che inizia quest’anno un po’ più tardi rispetto agli ultimi anni, dal 2 al 6 marzo, che lo conduce il direttore artistico Amadeus insieme a Fiorello e Achille Lauro (per sapere chi è Achille Lauro bisogna però passare al livello base!) e ogni sera ci saranno altri ospiti che li affiancheranno, che ci saranno 26 canzoni in gara per la categoria big, ma ci sarà anche la sezione nuove proposte con 8 giovani, che viene trasmesso dal Teatro Ariston di Sanremo e che la città di Sanremo si scrive così, senza spazi e senza scomodare i santi!

Teatro Ariston

Sanremo: Livello base

Sui social e nei saloni delle parrucchiere o ai bar l’argomento Sanremo però viene affrontato, e anche se ormai essere tuttologi è uno sport comune ai più, per partecipare alla discussione è importante almeno avere qualche “nozione” in più.

Quest’anno sarà però un Festival totalmente insolito perchè non ci sarà il pubblico in teatro. Tante sono state le ipotesi nei mesi scorsi ma alla fine non si è accettata nemmeno la natura televisiva della kermesse da permettere la presenza di figuranti come invece accade in altre trasmissioni (ad esempio Amici o Il cantante mascherato), e quindi anche l’Ariston come tutti i teatri italiani fermi (fino al 27 marzo), per le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, non avrà un pubblico.

Ovviamente gli artisti sono abituati a cantare anche solo a favore delle telecamere, ma mancherà quel calore che può rendere le performance più emozionanti e interattive.

Sanremo: Livello medio

Il Festival di Sanremo aprirà da dove è terminato nel 2020. Sarà infatti Diodato con la sua Fai rumore, canzone con cui ha trionfato nel 2020 ad aprire la 71esima edizione della kermesse canora. La canzone vincitrice, è diventata una vera e propria colonna sonora dei silenzi legati alla pandemia, e particolarmente suggestiva è stata l’esibizione in pieno lockdown dentro l’Arena di Verona. Performance realizzata per la partecipazione all’Eurovision Song Contest, un tempo chiamato Eurofestival, a cui partecipa da qualche anno il vincitore del Festival di Sanremo a meno che non rinunci e si passa al secondo classificato, come è accaduto nel 2016 che ha visto la partecipazione di Francesca Michielin dopo la rinuncia degli Stadio, vincitori di quell’edizione.

Sanremo: Livello alto

La città di Sanremo (insieme ad altri comuni limitrofi del Ponente ligure) sarà zona rossa nei giorni del festival. La decisione è stata presa «per evitare che come ha detto il governatore ligure Giovanni Toti la zona di confine possa traghettare l’ondata del virus dalla Francia all’Italia».

Quindi ciò significa che non ci sarà gente per strada e mancherà alla città tutto quel respiro turistico musicale che faceva da cornice al Festival. Nel mese di febbraio fino all’anno scorso oltre al pieno di turisti per gli alberghi e ristoratori (basti pensare che solo la stampa che arrivava per seguire il Festival, dall’Italia e dall’Estero, sfiorava i 1400 soggetti), c’era anche per i negozi della città un finale col botto dei saldi, e perfino i cantanti non in gara arrivavano per qualche giorno nella città dei fiori perchè con la presenza concentrata della stampa del mondo c’era inevitabilmente la possibilità di rilasciare interviste, farsi vedere e promuovere anche per strada libri e cd oltre che nei tantissimi eventi collaterali.

I Jalisse o Maria Teresa Ruta ad esempio non mancavano mai, e a volte con un abbigliamento così particolare da non rimanere indifferenti.

Quest’anno invece oltre il divieto di ogni attività che possa richiamare pubblico, c’è addirittura un divieto di stazionamento e di transito pedonale nella zona antistante il teatro Ariston e retrostante il teatro, dalle ore 8 a fine Festival e i ristoranti vicini all’Ariston che fanno servizio mensa per il personale del festival, sono chiusi al pubblico.

Copertina di Tv Sorrisi e Canzoni – storico scatto che si ripete ogni anno

Ovviamente Sanremo è tanto di più, spesso poi è anche profetico. Da quel “che succede?” di Morgan dell’anno scorso, si è fermato il mondo!

Che succede?

E quest’anno Morgan non ci sarà, ma fra gli artisti in gara c’è Bugo!

A domani!

Nadia Macrì
direttore

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