A Nino Spirlì il San Giorgio d’Oro 2026

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Si è svolta al Teatro Comunale Cilea la cerimonia del San Giorgio d’Oro 2026, la più alta onorificenza conferita dal Comune di Reggio Calabria a personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti, e che apre i festeggiamenti del Santo Patrono.

L’elenco dei premiati, quest’anno, è stato particolarmente variegato, includendo personalità provenienti da diversi ambiti professionali, sociali, culturali e sportivi.

Tra i premiati, Nino Spirlì, che nei giorni scorsi aveva già condiviso sui social la sua emozione per il riconoscimento: “Profondamente emozionato e grato”, aveva scritto, parlando di un grande orgoglio per il premio.

La motivazione del conferimento lo descrive come autore, regista e figura pubblica, sottolineando il contributo offerto al panorama culturale e mediatico italiano attraverso un’intensa attività tra teatro, televisione e impegno istituzionale in Calabria.

Ricevendo il premio dalle mani dei sindaci, Spirlì ha trasformato il momento del ringraziamento in un accorato appello per il futuro della Calabria. Il suo pensiero è andato prioritariamente al sistema sanitario, auspicando una formazione medica d’eccellenza che sia immune da logiche clientelari: “Mi auguro che le prossime lauree, in tutte le professioni e in particolare in quella medica, non abbiano mai più il sapore di compromessi, di interessi o di pratiche distorte che nulla hanno a che vedere con la cura e con la dignità delle persone”.

Il passaggio più toccante del suo intervento ha riguardato la precisione medica e il dolore delle famiglie colpite da malasanità, richiamando l’attenzione sulla responsabilità clinica: “Mi auguro che un cancro al pancreas non venga mai scambiato per un semplice mal di pancia. E che nessun genitore debba piangere un figlio, nessun marito la propria giovane moglie, per diagnosi tardive o sbagliate che si sarebbero potute evitare”.

Infine, Spirlì ha delineato una visione per il rilancio del territorio, chiedendo alla città e alla regione di diventare attrattive per le eccellenze locali spesso costrette a fuggire:

“Mi auguro una terra capace di valorizzare le proprie risorse con serietà e umanità. Che questi riconoscimenti possano essere davvero una luce, un faro.

Mi auguro che si riesca a trattenere il meglio che abbiamo sempre saputo esprimere nel mondo e che troppo spesso non siamo riusciti a custodire qui.

Reggio Calabria deve tornare a essere porto e approdo: un molo sicuro dove attraccano le competenze migliori e da cui invece si lasci andare ciò che non serve”.

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